L'imperfetta meraviglia - Andrea De Carlo



Trama: Succede in Provenza, d'autunno, stagione che mescola le prime umide nebbie con un lungo strascico di calore quasi estivo. I borghi e le ville si stanno vuotando di abitanti e turisti. Ancora un grande evento però si prepara. Quasi a sorpresa, sul locale campo di aviazione, si terrà il concerto di una celebre band inglese, i Bebonkers, un po' per fini umanitari, un po' per celebrare il terzo matrimonio di Nick Cruickshank, vocalist del gruppo e carismatico leader. I preparativi fervono, tutti organizzati con piglio fermo da Aileen, futura moglie di Nick. In paese c'è una gelateria gestita da Milena Migliari, una giovane donna italiana che i gelati li crea, li pensa, li esperimenta con tensione d'artista. Un rovello continuo che ruota attorno all'equilibrio instabile del gelato, alla sua imperfetta meraviglia perché concepita per essere consumata o per liquefarsi, per non durare. Milena ha detto addio agli uomini e convive da qualche anno con Viviane. Un rapporto solido, quasi a compensare l'evanescenza dei gelati, l'appoggio di una donna stabile e forte, al punto che, tra qualche giorno, Milena si sottoporrà alla fecondazione assistita. Eppure, in fondo, Milena non ha voglia di farlo davvero questo passo che forse non ha proprio deciso. Incerta senza confessarselo, Milena. Come Nick, che si domanda da quando il suo rapporto con Aileen ha perso l'incanto dei primi tempi.

Titolo: L'imperfetta meraviglia
Autore: Andrea De Carlo
Casa editrice: Giunti
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 366

RECENSIONE: Penso che una bella stroncatura possa mettere addosso una voglia irrefrenabile di leggere un libro, al pari di una recensione positiva! Ad esempio prendiamo il mio caso: non so proprio se avrei letto “L’imperfetta meraviglia” se la mia amica Laura nel suo blog libridinoso non lo avesse letteralmente stroncato. Conoscevo l’autore, ma nemmeno il suo romanzo più amato, Due di due, mi aveva lasciato un ricordo particolarmente significativo. Quello che non ha potuto un titolo veramente bello unito ad una copertina accattivante lo ha fatto Laura con la sua recensione.  Lei mi ha regalato la voglia di leggerlo e il piacere unico di farlo quasi di nascosto, per poi farle lo scherzo di pubblicarne la recensione.  Ammetto che mi diverto con poco, ma sono i piccoli piaceri quelli che ti ricompensano con maggior immediatezza.  Me la vedo Laura che scuote la testa e dice “Me lo avevi promesso!”, ma accidenti…avevo le dita incrociate!  Come potevo resistere se del libro lei aveva sottolineato alcuni aspetti che mi intrigano da sempre? Come prima cosa la protagonista, Milena Migliari, una donna che dopo essere stata delusa dagli uomini si rifugia in un rapporto omosessuale con una donna che alla fin fine ha gli stessi difetti degli uomini da cui è fuggita. Aggiungiamo la Provenza, in autunno, e concludiamo con una protagonista che produce gelati originali, dai gusti inaspettati.  Prima ho letto cinque pagine, poi venti e poi in due giorni l’ho divorato e sì, lo ammetto, mi è piaciuto.
La meraviglia imperfetta l’ho trovata dove non me l’aspettavo, cioè nel protagonista maschile Nick Cruickshank (ma che problema avrà mai con i nomi De Carlo? Rabbrividisco ancora al ricordo di Uto Drodemberg), nel suo sguardo lucido e disincantato, ma pieno di poesia, nel suo far parte di un mondo e valutarlo per quello che è. Ironico e divertentissimo il racconto della reunion della rock band di cui Nick è il leader: ho immaginato molti gruppi musicali degli anni ottanta invecchiati e acciaccati, pieni di pretese, con le mogli rifatte ed annoiate ed un ego smisurato, sempre volto al guadagno e al mantenimento del proprio status symbol. Un ritratto spassoso e impietoso; nella semplice descrizione di una cena, della condivisione di un risotto ai carciofi e dei vari modi di mangiarlo e commentarlo da parte dei commensali si è aperta una breccia su un mondo lontano, di persone privilegiate, ma che hanno perso la capacità di trarre piacere dalle cose belle. Dall’altro lato l’imperfetta meraviglia della protagonista femminile Milena è molto più alla mia portata: produce gelati artigianali particolarissimi e lo fa come se fosse una missione, come se cercasse un’epifania nel quotidiano, in un gusto fiordilatte che non si dimentica, che ti regala un piacere intenso e imperfetto che lei vorrebbe solo che qualcuno riuscisse a definire. Quanto può essere povero l’aggettivo buono riferito ad un gelato? Quasi quanto bello e bravo riferiti ad una persona. Milena è alla ricerca di questo: non tanto di un amore o di un luogo a cui appartenere, ma forse solo di una persona nella quale riconoscersi, che sappia definire e vedere le imperfette meraviglie della vita. Non sarà Viviane quella persona, visto che dopo i primi tempi di passione ha intrappolato Milena nel ruolo non esattamente poetico di “gallina ovaiola”. Sarà forse Nick?
De Carlo senza fare proclami, ma in modo pacato ci parla di quello che ognuno di noi cerca nella vita, che “ è troppo breve per sprecarla a realizzare sogni altrui”.
Questo libro mi è piaciuto. Cosa renda una prosa prolissa per una persona e coinvolgente per un’altra io non so dirlo. Dipende da molti fattori e tutti mi piacciono e mi intrigano perché ci rendono così differenti, complicati e meravigliosamente misteriosi ed insondabili.
Ringrazio quindi Laura per la stroncatura, Mr Ink per la recensione positiva e De Carlo per avermi regalato delle ore piacevoli e al tempo stesso riflessive. Un piacere inaspettato al quale credo e spero di aver dato il giusto peso e rilievo.
Voto: 3.5









CONVERSATION

25 commenti:

  1. Leaaaaaaa...che manca la firma, ma io lo so che sei tu! La prossima volta che prometti, voglio un video delle tue mani e pure dei tuoi piedi!!! Vabbè, almeno tu non hai avuto la sensazione di aver sprecato il tempo come è successo a me. Però quattro chiacchiere poi le facciamo, io la dico a Fabio questa cosa, eh!!!

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    1. Sono proprio io! Ih, ih, ih.
      Vuoi dire questa cosa a Fabio il grande? Nuuuuu.
      E poi chissà. Magari a Fabio piace. Al Sommo questo libro è piaciuto...o sbaglio?
      Lea

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    2. Il Sommo non l'ha ancora letto!

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  2. Felicissimo che ti sia piaciuto. :)

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  3. La cosa bella di questa recensione, Lea, è che si sente quella tua dolcezza così discreta, che un po' per volta sto imparando a conoscere, ma che non smette mai di stupirmi.
    Poi aggiungiamo il fatto che hai detto un sacco di cose sacrosante (quanto è irresistibile, appetitoso un libro stroncato? E quanto è curiosa, ma vitale questa cosa che ognuno di noi legge un libro in modo diverso?) ed ecco qua che in questo post io ci sguazzo felice e contenta.
    Beh ... ora muoio dalla voglia di aggiungere un secondo De Carlo alla mia libreria.

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    1. Cara Rosa, la dolcezza più grande è sempre la tua. Grazie della tua costante presenza. Il tuo primo De Carlo è Due di due? Io penso che leggerò anche Giro di Vento perchè una persona me ne aveva parlato bene.
      Un bacio Lea

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    2. "Due di due" ce l'ho avuto sotto il naso rovistando nella casetta dei libri, indecisa se prenderlo o no. Invece il mio primo De Carlo è stato "Leielui" che mi è piaciuto parecchio e ogni tanto lo rileggo.

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    3. Allora cara Rosa mi segno anche Leielui!
      ;-)

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  4. Il bello dei lettori: avere pareri differenti su una stessa lettura e soprattutto non lasciarsi influenzare dal pensiero altrui. Ammiro molto il fatto che le stroncature della cara Laura siano state il pretesto per dire "Sì, ho voglia di leggerlo!". Mi hai aperto gli occhi, hai illuminato una via verso De Carlo ma credo che inizierò con qualcosa di precedente. Bacio!

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    1. Ciao Anna,
      quando Laura dice "Lea leggi questo, ti piacerà!" io vado ad occhi chiusi, ma sulle stroncature, Newton a parte, uso maggior cautela perchè è questione di temperamento. Se leggo che un libro è pesante o noioso, ecco, a volte mi incuriosisco. Mi piacciono i ritmi lenti, da sempre. ;-)
      Lea

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  5. Io lo sto leggendo adesso! Non si leggeva la firma ma avevo capito che eri tu dalle parole.. anche se mi sembrava strano che leggessi de Carlo.. ciao un abbraccio

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    1. Vero da cell. non si legge la firma! Devo sistemare.
      Che bello stiamo leggendo lo stesso libro quasi in contemporanea. Poi ne parliamo.
      Un bacio da Lea

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  6. Eh brava la mia Lea furbetta! Beh se ti ispirava hai fatto benissimo, anche perchè una cosa che non piace a una non vuol dir che non piaccia ad altri. Per quanto mi riguarda, De Carlo... non so come dire... non mi piglia a pelle lui quindi non sono molto spinta ad affrontarlo come autore. Ohi, poi mai dire mai, ma per il gelato passo! ;)

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    1. Mai dire mai Laura! Io pure non lo credevo possibile.
      bacio lea

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  7. Allora, 2 a 1 (tu e Ink vs Laura) e De Carlo a questo punto sul mio comodino! Il mondo è bello perchè è vario, altrimenti che gusto ci sarebbe!
    Baci xxx

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    1. A questo punto mi chiedo se il tuo giudizio porterà ad un 3 a 1 o ad un pareggio! Viva il mondo vario.
      Comunque su una cosa Laura ha ragione: la mania di De Carlo di ripetere millemila volte nome e cognome dei protagonisti, se non fosse irritante, potrebbe apparire quasi buffa.
      Buona notte cara.

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  8. Come sempre hai saputo leggere tra le righe e incantarmi con la tua prosa Lea, in più il tema trattato mi piace.
    In effetti, da accumulatrice compulsiva il libro lo possiedo e sono una golosona, sono stata forse l'unica in Italia a leggere Le ragazze di Orchard Street, bellissimo romanzo dove l'abile Susan Jane Gilman racconta la nascita del gelato e del difficile periodo storico, quindi capisci che la cover ha avuto il suo peso. Lo leggerò, grazie. Un abbraccio.

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    1. Ciao Cuore,
      allora mi segno questo titolo! Vado anche a cercare se eventualmente lo hai anche recensito.
      Baci Lea

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  9. ma sai che ti capisco? Anche a me è venuta voglia di leggere questo libro per la recensione, dopo aver smesso di ridere. Anche se poi no, passo, ma le tue parole, come sempre, adoro leggerle

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  10. A me è piaciuto tantissimo e ho trovato un De Carlo all'avanguardia per tutto il contesto: la ricercatezza delle parole che in questo modo vanno a comporre frasi che, quasi tutte,contengono come un doppio fondo, una introspezione potente e sensibile, andando a toccare molti importanti concetti, situazioni e fatti del giorno d'oggi. È stato un grande.

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    1. Ciao Lorenzo, la penso come te. I voti sono sempre riduttivi, in un certo senso. Ricordo questa lettura con grande piacere e nel 2017 sicuramente leggerò un altro libro di De Carlo.

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  11. Letto tutto d'un fiato e piaciuto! Alcune parti un po' lente... ma fa riflettere!

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    1. Lente e poetiche. La descrizione del loro primo rapporto è così delicata. Felicissima ti sia piaciuto.
      Un bacio

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